«La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono» (Eb 11,1)
La distinzione fra queste due virtù è fondamentale. Non conoscere la differenza tra l’una e l’altra genera una confusione incredibile. Dunque, cerchiamo di fare chiarezza.
Partiamo dalla fede, che nella lettera agli Ebrei viene definita “fondamento della speranza” e “prova” delle realtà celesti invisibili.
In che senso è “fondamento” della speranza?
Il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 166 afferma: “la fede è un atto personale: è la libera risposta dell’uomo all’iniziativa di Dio che si rivela”. E cosa ha rivelato Dio di Sè? Che esiste? No. La fede non è credere nell’esistenza di Dio. Infatti anche satana crede che Dio esista. Ha fede? Chiaramente no. Allora cosa significa “fede”? Significa credere che DIO MI AMA, che AMA L’UMANITÀ, che Dio è AMORE. Che Dio è SANTO. Tutto copre, tutto spera, tutto sopporta, non tiene conto del male ricevuto, non si vanta, non si gonfia. È mite e umile. Un Dio crocifisso per amore nostro. Questo Dio ha rivelato di Sè (➞ dal latino “togliere il velo”).
A questo Amore satana non crede. Chi ha fede, invece, sa che questa è la prova definitiva dell’Amore di Dio: il Figlio Eterno si è incarnato e ha lasciato Se Stesso nella Chiesa (la Comunione dei santi), nell’Eucarestia, che è infatti il “mistero (cioè il sacramento, mistero e sacramento sono sinonimi infatti) della fede“. Gesù è la Rivelazione definitiva del Padre, è la Parola (la Rivelazione appunto) incarnata.
Ora a partire dalla consapevolezza della Presenza fisica e spirituale di Cristo in Me, che mi fa sperimentare Grazia e Pace nello Spirito, posso dire che la fede è “prova” delle cose che non si vedono. Chi sperimenta la Pace di Cristo “sa” di cosa stiamo parlando.
Ma perchè questo è “fondamento delle cose che si sperano”? Perchè sperare significa “avere delle aspettative“, aspettarsi qualcosa. E cosa ci aspettiamo da Dio? Dipende dall’idea che abbiamo di Lui. Se è Santo, ed è Amore nella nostra testa, allora ci aspetteremo premura e solerzia. Ci aspetteremo Dio Spirito Santo, non qualcosa, ma Qualcuno, che ci mette in grado di affrontare ogni cosa, nel bene e nel male, nella prova e nella consolazione.
Se invece la nostra “fede” nell’Identità di Dio è menzognera allora vivremo imprigionati in false aspettative. Chiederemo cose a Dio, anzichè chiedere Dio Stesso.
Perchè Dio non mi risponde? Perchè Gesù mi fa soffrire? Perchè… perchè… perchè…?
“Chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni” (Gc 4,3)
Invece chi ha fede nella Presenza di Dio in sè ragiona così:
“lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori [Gesù, ndr] sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Rm 8,26-27)
Per concludere: fede = Gesù vive in me; speranza = Dio Spirito viene in aiuto alla mia debolezza.
©️AMRP – a cura di Roberto Mastrantonio (diacono)
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