Dal «Trattato della vera devozione a Maria» di San Luigi Maria Grignion de Montfort

[28] Nel cielo, Maria comanda agli angeli ed ai beati. Come ricompensa della sua profonda umiltà, Dio le ha dato il potere e l’incarico di riempire di santi i troni lasciati vuoti dalla superbia degli angeli ribelli. Tale è la volontà dell’Altissimo, che innalza gli umili: il cielo, la terra e gli abissi devono piegarsi, volenti o nolenti, ai comandi dell’umile Maria, che egli ha costituita sovrana del cielo e della terra, condottiera dei suoi eserciti, tesoriera delle sue ricchezze, dispensatrice delle sue grazie, operatrice delle sue grandi meraviglie, riparatrice del genere umano, mediatrice degli uomini, sterminatrice dei nemici di Dio e fedele compagna delle sue grandezze e dei suoi trionfi.

[55] Dio vuole che la sua santa Madre sia conosciuta, amata e onorata ora più che mai. Ciò accadrà sicuramente se con la grazia e la luce dello Spirito Santo, i predestinati si inoltreranno nella pratica interiore e perfetta che manifesterò loro in seguito. Allora vedranno chiaramente – nella misura che la fede permette – questa bella stella del mare, e guidati da lei giungeranno in porto, malgrado le tempeste e i pirati. Conosceranno le grandezze di questa sovrana, e si consacreranno interamente al suo servizio in qualità di sudditi e schiavi d’amore. Sperimenteranno le sue dolcezze e bontà materne e l’ameranno teneramente come figli di predilezione. Conosceranno le misericordie di cui essa è ricolma e il bisogno che essi hanno di esser aiutati da lei, a lei ricorreranno in ogni cosa come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù Cristo. Sapranno che Maria è il mezzo più sicuro, più facile, più breve e più perfetto per andare a Gesù Cristo, e si offriranno a lei anima e corpo, senza nessuna riserva, per appartenere nello stesso modo a Gesù Cristo.

La funzione materna di Maria facilita l’incontro personale con Cristo.

[83] È cosa più perfetta, perché più umile, non accostarsi da soli a Dio senza un mediatore. La nostra condizione umana è così volta al male – come ho dimostrato or ora – che se ci appoggiamo alle nostre fatiche, iniziative e disposizioni, per giungere a Dio e piacergli, è certo che tutte le nostre opere buone saranno macchiate e di poco valore davanti a Dio, per indurlo ad unirsi a noi ed esaudirci. Infatti, non senza motivo, Dio ci ha dato dei mediatori presso la sua Maestà. Ha visto la nostra indegnità e incapacità ed ha avuto compassione di noi. Per renderci accessibili le sue misericordie, ci ha provvisti di intercessori potenti presso la sua Maestà. Ebbene, trascurare tali mediatori e avvicinarsi direttamente alla santità di Dio senza alcun appoggio, è mancare di umiltà e di rispetto a un Dio così eccelso e così santo. È far meno caso di questo Re dei re che non si farebbe di un sovrano o di un principe della terra, al quale non vorremmo avvicinarci senza un qualche amico che parlasse in nostro favore.

[84] Gesù Signore è il nostro avvocato e il nostro mediatore di redenzione presso il Padre. Per mezzo di lui dobbiamo pregare con tutta la Chiesa trionfante e militante; per mezzo di lui si accede presso la Maestà divina, dinanzi alla quale dobbiamo sempre presentarci sorretti e rivestiti dei meriti di Gesù Cristo, come il giovane Giacobbe s’era rivestito delle pelli dei capretti dinanzi a suo padre Isacco per riceverne la benedizione.

[85] Ma non abbiamo forse bisogno di un mediatore presso il Mediatore stesso? È forse abbastanza grande la nostra purezza, per unirci a lui direttamente e da soli? Non è forse anche lui Dio in tutto uguale al Padre, e quindi anche lui il Santo dei Santi, degno di altrettanto rispetto quanto il Padre? Se per infinito amore si fece nostro garante e nostro mediatore presso Dio suo Padre, a fine di placarlo e di saldare il debito da noi contratto, avremo allora meno rispetto e timore della sua maestà e santità? Diciamo dunque arditamente con san Bernardo che abbiamo bisogno di un mediatore presso il Mediatore stesso, e che la divina Maria è la più capace di svolgere tale caritatevole compito. Per mezzo di lei Gesù Cristo è venuto a noi, ancora per mezzo di lei noi dobbiamo andare a lui. Se abbiamo timore di andare direttamente a Gesù Cristo-Dio a causa della sua grandezza infinita, o della nostra pochezza, o dei nostri peccati, imploriamo con audacia l’aiuto e l’intercessione di Maria nostra Madre. Maria è buona, è tenera. Non ha nulla di austero e scostante; nulla di troppo alto e di troppo splendente. Vedere lei è vedere la nostra stessa natura. Maria non è il sole che col fulgore dei suoi raggi ci potrebbe abbagliare perché siamo deboli. È, invece, bella e soave come la luna, che riceve la luce dal sole e la tempera per adattarla alla nostra debole vista. È così caritatevole, da non rimandare nessuno che invochi la sua intercessione, per quanto peccatore sia. Infatti non si è mai inteso dire da che mondo è mondo – affermano i santi – che alcuno sia ricorso con fiducia e perseveranza alla Vergine santa e sia stato respinto. E’ così potente, da non ricevere mai un rifiuto alle sue domande. Le basta presentarsi innanzi al Figlio per pregarlo e subito questi concede, subito accoglie, perché sempre si lascia vincere amorosamente dalle preghiere della sua carissima Madre, che lo portò in grembo e allattò.

[86] Tutto questo è tratto dagli scritti di san Bernardo e di san Bonaventura. Secondo loro, sono tre i gradini da salire per arrivare a Dio. Il primo, che è il più vicino a noi e il più adatto alla nostra condizione, è Maria; il secondo è Gesù Cristo e il terzo è Dio Padre. Per andare a Gesù, bisogna andare a Maria, nostra mediatrice d’intercessione; per andare al Padre, bisogna andare a Gesù, nostro mediatore di redenzione. Ora è proprio questo l’ordine seguito perfettamente nella devozione, di cui parlerò più oltre.

[142] Al dire di san Bernardo, Dio ci vede indegni di ricevere le grazie immediatamente dalla sua mano; perciò le dà a Maria affinché riceviamo da lei quanto egli ci vuole dare. E Dio trova anche la sua gloria nel ricevere dalle mani di Maria il tributo di riconoscenza, di rispetto e di amore che gli dobbiamo per i suoi benefici. E’ dunque giustissimo imitare tale condotta di Dio, perché – aggiunge lo stesso san Bernardo – «la grazia ritorni al suo autore per lo stesso canale per cui ci è giunta». E’ quanto precisamente avviene in questa nostra devozione. Con essa offriamo e consacriamo alla Vergine santa tutto il nostro essere ed ogni nostro avere, affinché Nostro Signore riceva per suo intervento la gloria e la riconoscenza che gli dobbiamo. Ci riconosciamo indegni ed incapaci di avvicinarci da soli alla sua infinita Maestà e, per questo, ricorriamo all’intercessione di Maria.

[143] Inoltre, questa forma di devozione è una pratica di grande umiltà, e l’umiltà è una virtù che Dio ama sopra ogni altra. Un’anima che s’innalza, abbassa Dio; un’anima che si umilia, glorifica Dio. «Dio resiste ai superbi; agli umili invece dà la sua grazia». Se ti abbassi, stimandoti indegno di comparirgli dinanzi e di accostarti a lui, Dio discende, si abbassa per venire a te, per compiacersi in te ed innalzarti anche tuo malgrado. Se invece osi accostarti a Dio senza mediatore, Dio si ritrae e tu non lo potrai raggiungere. Oh, quanto egli ama l’umiltà del cuore! Proprio a tale umiltà ci impegna questa devozione. Essa ci insegna a non avvicinarci mai da soli a Nostro Signore, per quanto dolce e misericordioso egli sia. Ci insegna invece a ricorrere sempre all’intercessione della Vergine santa, sia per presentarci a Dio, sia per parlargli e andargli incontro, sia per offrirgli qualcosa, sia per unirci e consacrarci a lui.