Dal «Trattato della vera devozione a Maria» di San Luigi Maria Grignion de Montfort

[39] Per il fatto che la santissima Vergine è necessaria a Dio, di una necessità detta ipotetica, e cioè derivante dalla sua volontà, bisogna dire che ella è ancor più necessaria agli uomini per raggiungere il loro ultimo fine. Non si deve dunque confondere la devozione a Maria con le devozioni agli altri Santi, come se non fosse più necessaria di quelle e fosse soltanto di soprappiù.

[40] Il dotto e pio Suarez, della Compagnia di Gesù, il sapiente e devoto Giusto Lipsio, dottore di Lovanio, e parecchi altri, hanno dimostrato con prove irrefutabili attinte dai Padri – come Agostino, Efrem diacono di Edessa, Cirillo di Gerusalemme, Germano di Costantinopoli, Giovanni Damasceno, Anselmo, Bernardo, Bernardino, Tommaso e Bonaventura – che la devozione a Maria è necessaria per salvarsi. Hanno pure dimostrato che come è segno infallibile di riprovazione, al dire di Ecolampadio stesso e di alcuni altri eretici, il non avere stima ed amore per la Vergine Maria, così, all’opposto, è segno infallibile di predestinazione esserle interamente devoto.

[42] Potrei qui riferire parecchi fatti comprovanti la stessa cosa. Ne ricorderò due soli. Il primo è raccontato nelle cronache di san Francesco. Durante un’estasi, il Santo vide una grande scala che metteva in cielo e in cima alla quale stava la Vergine Maria. Gli fu indicato che per giungere al cielo era necessario salire per quella scala. L’altro è riferito nelle cronache domenicane. San Domenico stava predicando il rosario nelle vicinanze di Carcassonne. Quindicimila demoni che infestavano l’anima di un infelice eretico furono costretti, per espresso comando della Vergine santa, ad ammettere a propria confusione parecchie grandi e consolanti verità riguardo alla devozione verso di lei. E ciò con tanta forza e chiarezza che, per poco che si sia devoti di Maria, non si può leggere senza versare lacrime di gioia tale episodio autentico e il panegirico che il demonio dovette fare controvoglia della devozione alla Vergine santissima.

[43] Se la devozione verso la Vergine santa è necessaria a tutti gli uomini, semplicemente per raggiungere la propria salvezza, essa è ancora molto più necessaria a coloro che sono chiamati ad una speciale perfezione. È mio personale convincimento che nessuno possa giungere ad un’intima unione con Nostro Signore e ad una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la Vergine santa ed una grande dipendenza dal suo soccorso.

[48] Queste anime grandi, piene di grazia e di zelo, saranno prescelte da Dio per combattere i suoi nemici frementi da ogni parte. Avranno una particolare devozione alla Vergine santissima. Saranno rischiarate dalla sua luce, nutrite del suo latte, guidate dal suo spirito, sostenute dal suo braccio, custodite sotto la sua protezione, di modo che combatteranno con una mano e costruiranno con l’altra. Con una mano combatteranno, rovesceranno schiacceranno gli eretici e le loro eresie, gli scismatici e i loro scismi, gli idolatri e la loro idolatria, i peccatori e le loro empietà. Con l’altra edificheranno il tempio del vero Salomone e la mistica città di Dio, cioè Maria santissima, che i Padri chiamano Tempio di Salomone e città di Dio. Con le loro parole e i loro esempi porteranno tutti alla vera devozione verso la Vergine, e ciò attirerà loro molti nemici, ma anche molte vittorie e molta gloria per Dio solo. Così Dio rivelò a san Vincenzo Ferreri, grande apostolo del suo secolo, come questi fece capire in una delle sue opere. E quanto sembra aver predetto lo Spirito Santo, con queste parole del Salmo: «… sappiano che Dio domina in Giacobbe, fino ai confini della terra. Ritornano a sera e ringhiano come cani, per la città si aggirano vagando in cerca di cibo». Questa città, intorno alla quale si aggireranno gli uomini alla fine del mondo, per convertirsi e saziare la loro fame di giustizia, è Maria, chiamata dallo Spirito Santo città e rocca di Dio.

[60] Ho esposto brevemente la necessità che abbiamo della devozione alla santissima Vergine. Ora bisogna dire in che cosa consiste. Lo farò con l’aiuto di Dio, dopo aver premesso alcune verità fondamentali che mettano in luce la grande e solida devozione che voglio far conoscere.

Gesù Cristo fine ultimo del culto alla Vergine.

[61] Gesù Cristo, nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo, deve essere il fine ultimo di ogni nostra devozione. Diversamente sarebbe devozione falsa e ingannatrice. Gesù Cristo è «l’Alfa e l’Omega» (Ap 1,8), «il Principio e la Fine» (Ap 21,6) di ogni cosa. Noi lavoriamo – dice l’Apostolo – solo per rendere ogni uomo perfetto in Gesù Cristo (cf Ef 4,13). Solo in Cristo, infatti, «abita corporalmente tutta la pienezza della divinità» (Col 2,9), con ogni altra pienezza di grazia, di virtù e di perfezione. Solo in Cristo siamo stati «benedetti con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3). Egli è il solo maestro che deve istruirci, il solo Signore dal quale dipendiamo, il solo capo al quale dobbiamo essere uniti, il solo modello cui dobbiamo rassomigliare (cf Mt 23,8; Gv 13,13; Ef 4,15; Mt 11,29), il solo medico che ci deve guarire, il solo pastore che ci deve nutrire, la sola via che ci deve condurre, la sola verità che dobbiamo credere, la sola vita che deve vivificarci (cf Mt 9, 12; Gv 10,11; 14,6), il solo tutto che ci deve bastare in ogni cosa. Tranne il nome di Gesù Cristo, «non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12). Dio non pose per noi altro fondamento di salvezza, di perfezione e di gloria, all’infuori di Gesù Cristo. Ogni casa che non sia costruita su questa solida roccia, poggia sulla sabbia mobile e, presto o tardi, sicuramente cadrà. Ogni fedele che non è unito a Cristo come il tralcio alla vite cade, secca e serve solo ad essere gettato nel fuoco (Cf Gv 15,6). Se invece siamo in Gesù Cristo e Gesù Cristo in noi, «non c’è più nessuna condanna» (Rm 8,1) da temere. Né gli angeli del cielo, né gli uomini della terra, né i demoni dell’inferno, né alcun’altra creatura potrà farci del male, perché «non potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Gesù Cristo» (Rm 8,39). Tutto possiamo «per Cristo, con Cristo e in Cristo»; possiamo rendere «ogni onore e gloria» al Padre nell’unità dello Spirito Santo; possiamo diventare perfetti ed essere profumo di vita eterna per il prossimo.

[62] Se dunque stabiliamo una solida devozione alla santissima Vergine è solo per stabilire più perfettamente quella verso Gesù Cristo e per indicare un mezzo facile e sicuro per trovarlo. Se la devozione a Maria dovesse allontanare da Gesù Cristo bisognerebbe respingerla come una illusione diabolica. Ma come ho già detto e come dirò ancora, è vero tutto il contrario. La devozione alla Vergine Maria è necessaria proprio per trovare perfettamente Gesù Cristo, amarlo di tutto cuore e servirlo con fedeltà.

[63] Qui mi rivolgo un momento a te, mio amabile Gesù, per lamentarmi amorosamente con la tua divina Maestà. La maggior parte dei cristiani, anche tra i più dotti, non conoscono il legame necessario che esiste fra te e la tua santa Madre. Tu sei, o Signore, sempre con Maria e Maria è sempre con te; né ella può essere senza di te, altrimenti non sarebbe più quello che è. Ella è talmente trasformata in te dalla grazia, che non vive più, non è più. Tu solo, mio Gesù, vivi e regni in lei più perfettamente che in tutti gli angeli e beati. Oh, se si conoscesse la gloria e l’amore che tu ricevi da questa meravigliosa creatura, come si avrebbero di te e di lei ben altri sentimenti! Ella ti è unita così intimamente, che sarebbe più facile separare tutti gli angeli e i santi da te, che la divina Maria, poiché lei ti ama più ardentemente e ti glorifica più perfettamente di tutte le tue creature messe insieme.

[64] Non è dunque cosa sconcertante e dolorosa, mio buon Maestro, costatare l’ignoranza e le tenebre di tutti gli uomini nei confronti della tua santa Madre? Non parlo degli idolatri e dei pagani: essi non conoscono te, quindi non si curano di conoscere lei. Non parlo nemmeno degli eretici e degli scismatici: essi non si curano di essere devoti della tua santa Madre, poiché si sono separati da te e dalla tua santa Chiesa. Parlo dei cristiani cattolici e persino dei dottori fra i cattolici. Essi fanno professione d’insegnare agli altri la verità, ma non conoscono te, né la tua santa Madre, se non in maniera speculativa, arida, sterile e indifferente. Solo rare volte questi signori parlano della tua santa Madre e del culto che le si deve, perché hanno timore – così dicono – che se ne abusi e che si faccia ingiuria a te onorando troppo lei. Se incontrano o sentono qualche devoto della Vergine santa parlare spesso della devozione verso questa amorevole Madre con affetto filiale e con accento forte e persuasivo, come di un mezzo sicuro senza illusioni, di un cammino breve senza pericoli, di una via immacolata senza imperfezioni e di un segreto meraviglioso per trovare ed amare te perfettamente, subito gridano contro di lui. Gli mettono innanzi mille false ragioni per provargli che non occorre parlare tanto di Maria. Gli dicono che in tale devozione esistono grandi abusi e bisogna adoperarsi a distruggerli, che occorre parlare di te, invece di portare la gente alla devozioneverso la santa Vergine, che essi dicono di amare già abbastanza. Qualche volta si sentono parlare della devozione verso la tua santa Madre, ma lo fanno non per stabilirla e inculcarla, bensì per distruggerne gli abusi. In realtà questi signori non hanno pii sentimenti e tenera devozione nemmeno verso di te, dal momento che non ne hanno per Maria. Considerano infatti il rosario, lo scapolare, la corona come devozioni da donnicciuole, proprie degli ignoranti e non necessarie per salvarsi. E se incontrano qualche devoto della Vergine che reciti la corona, o abbia qualche altra pratica di devozione verso di lei, gli cambiano presto la mente e il cuore consigliandogli la recita dei sette salmi invece della corona ed esortandolo al culto verso Gesù Cristo piuttosto che alla devozione a Maria. Mio amabile Gesù! Hanno forse il tuo spirito costoro? Ti possono piacere, comportandosi in tal modo? Come farti piacere se, per timore di dispiacerti, non si fa ogni sforzo per piacere a tua Madre? La devozione verso la tua santa Madre impedisce forse il tuo culto? Si attribuisce ella l’onore che le si rende? Fa ella parte a sé? Oppure è un’estranea che non ha nessun legame con te? È fare dispiacere a te voler piacere a lei? E separarsi o allontanarsi dal tuo amore l’offrirsi a lei ed amarla?

[65] Eppure, mio amabile Maestro, anche se tutto quanto ho appena detto fosse vero, la maggior parte dei dotti – giusto castigo del loro orgoglio! – non farebbe di più per allontanare dalla devozione alla tua santa Madre, né saprebbe ispirare più indifferenza a suo riguardo. Preservami, Signore, preservami dai loro sentimenti e dal loro modo di agire. Fammi partecipare ai sentimenti di riconoscenza, di stima, di rispetto e di amore che tu nutri per la tua santa Madre, perché io possa amarti e glorificarti tanto più perfettamente, quanto più ti imiterò e seguirò da vicino.

[67] Per ottenere dalla tua misericordia una vera devozione verso la tua santa Madre e poterla diffondere su tutta la terra, fa’ che io ti ami ardentemente e accogli a tal fine la preghiera che ti rivolgo con sant’Agostino e i tuoi veri amici: Tu sei il Cristo, il mio padre santo, il mio Dio misericordioso, il mio grande re. Sei il mio buon pastore, il mio unico maestro, il mio migliore aiuto. Sei il mio amore bellissimo, il mio pane vivo, il mio sacerdote per sempre. Sei la mia guida alla patria, la mia luce vera, la mia dolcezza santa. Sei la mia strada diritta, la mia fulgida sapienza, la mia limpida semplicità. Sei la mia concordia pacifica, la mia sicura protezione, la mia preziosa eredità, la mia salvezza eterna… Cristo Gesù, amabile Signore! Perché ho amato, perché ho bramato in tutta la mia vita altra cosa fuori di te, Gesù mio Dio? Dov’ero quando non pensavo a te? O voi tutti miei desideri, da questo momento ardete e confluite nel Signore Gesù. Correte, già troppo indugiaste! Affrettatevi verso il traguardo cui tendete, cercate davvero colui che cercate! O Gesù! Chi non ti ama sia anàtema! Chi non ti ama sia saziato di amarezze… Gesù dolce, ogni cuore buono e incline alle tue lodi ti ami, in te si diletti, di te si stupisca! Dio del mio cuore e mia eredità, Cristo Gesù! Venga meno il mio cuore dentro di me e sii tu a vivere in me Si accenda nel mio spirito la brace viva del tuo amore, e divampi in un incendio! Arda sempre sull’altare del mio cuore, bruci nel mio intimo, avvampi le fibre più nascoste della mia anima. Nel giorno della mia morte sia trovato consumato dall’amore presso di te. Amen. Ho voluto trascrivere questa stupenda preghiera di sant’Agostino, perché la si ripeta tutti i giorni a fine di chiedere l’amore di Gesù: quell’amore che andiamo cercando per mezzo della divina Maria.

[75] Secondo il pensiero dei santi e di molti uomini insigni è lecito, dunque, chiamarsi e divenire schiavi d’amore della santissima Vergine per essere così più perfettamente schiavi di Gesù Cristo. La Vergine santa è il mezzo del quale nostro Signore si è servito per venire sino a noi; ed è anche il mezzo di cui noi dobbiamo servirci per andare a lui. Ella, infatti, non è come le altre creature, le quali, se ad esse ci affezioniamo, anziché avvicinarci a Dio, potrebbero allontanarcene. L’inclinazione più forte di Maria è di unirci a Gesù Cristo suo figlio, così come il desiderio più forte del Figlio è che si vada a lui per mezzo della sua santa Madre. In tal modo gli si fa onore e piacere, come farebbe onore e piacere al re chi si facesse Schiavo della regina per essergli perfettamente suddito e schiavo. Ecco perché i santi Padri e san Bonaventura dopo di loro, dicono che la Vergine Maria è la strada per arrivare al Signore.

[81] In secondo luogo, per vuotarci di noi stessi bisogna morire tutti i giorni a noi stessi, rinunciando alle operazioni delle potenze della nostra anima e dei sensi del nostro corpo. Dobbiamo guardare come se non guardassimo, ascoltare come se non ascoltassimo, servirci delle cose del mondo come se non ce ne servissimo. È quanto san Paolo chiama morire tutti i giorni: «Ogni giorno io affronto la morte». «Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo»; rimane terra e non produce nessun frutto buono. Se non moriamo a noi stessi e se le nostre devozioni, anche le più sante, non ci portano a questa morte necessaria e feconda, non produrremo frutti che valgano: le nostre devozioni resteranno sterili e tutte le nostre giustizie saranno contaminate dall’amor proprio e dalla propria volontà; Dio avrà in abominio i più grandi sacrifici e le migliori azioni che possiamo compiere; in punto di morte ci troveremo con le mani vuote di virtù e di meriti e non avremo una scintilla di quel puro amore che viene comunicato solo alle anime morte a se stesse e la cui vita è nascosta con Gesù Cristo in Dio.

[82] In terzo luogo, bisogna scegliere tra tutte le devozioni alla santissima Vergine quella che porta di più al rinnegamento di sé stessi, essendo essa la migliore e più santificante. Non bisogna, infatti, credere che tutto ciò che riluce sia oro; che tutto ciò che è dolce, sia miele; e che tutto ciò che è agevole a farsi e praticato dai più, sia il più santificante. Come vi sono segreti di natura per fare in poco tempo, con poca spesa e con facilità certe operazioni naturali, così vi sono segreti nell’ordine della grazia per fare in poco tempo, con dolcezza e facilità operazioni soprannaturali, come spogliarsi di sé, riempirsi di Dio e diventare perfetti. La devozione che voglio rivelare è uno di questi segreti di grazia: segreto sconosciuto dalla maggior parte dei cristiani, conosciuto da pochi devoti, praticato e gustato da più pochi ancora.

[86] Tutto questo è tratto dagli scritti di san Bernardo e di san Bonaventura. Secondo loro, sono tre i gradini da salire per arrivare a Dio. Il primo, che è il più vicino a noi e il più adatto alla nostra condizione, è Maria; il secondo è Gesù Cristo e il terzo è Dio Padre. Per andare a Gesù, bisogna andare a Maria, nostra mediatrice d’intercessione; per andare al Padre, bisogna andare a Gesù, nostro mediatore di redenzione. Ora è proprio questo l’ordine seguito perfettamente nella devozione, di cui parlerò più oltre.

[87] Data la nostra debolezza e fragilità, ci è molto difficile mantenere le grazie e i tesori ricevuti da Dio: 1) Perché portiamo questo tesoro, che vale più del cielo e della terra, in vasi di creta, vale a dire in un corpo corruttibile e in un’anima debole ed incostante che un nulla sconcerta e abbatte.

[88] 2) Perché i demoni, che sono ladri astuti, cercano di prenderci alla sprovvista per derubarci e svaligiarci. A tal fine, spiano giorno e notte il momento favorevole, Si aggirano di continuo intorno a noi per divorarci e toglierci in un momento, con un peccato, quanto abbiamo potuto guadagnare di grazie e di meriti in parecchi anni. La loro malizia, la loro esperienza, le loro insidie e il loro numero devono farci temere infinitamente tanta sventura, sapendo che persone più ricolme di grazie, più ricche di virtù, più mature per esperienza e più elevate in santità sono state sorprese, derubate e infelicemente spogliate. Ah, quanti cedri del Libano e stelle del firmamento si sono visti cadere miseramente e perdere in poco tempo tutta la loro altezza e il loro splendore! Da che cosa dipende questo strano cambiamento? Non certo da mancanza di grazia – la grazia è data a tutti – ma da mancanza di umiltà. Si credevano più forti e più sufficienti di quanto non fossero, si sono fidati e appoggiati su sé stessi, hanno creduto la loro casa abbastanza sicura e le loro casseforti abbastanza solide per custodire il prezioso tesoro della grazia. Così, per questo loro appoggio impercettibile su sé stessi – anche se pareva loro di contare soltanto sulla grazia di Dio – il Signore giustissimo ha permesso che siano stati derubati e abbandonati a sé stessi. Ahimè! Se avessero conosciuto la meravigliosa devozione che sto per spiegare, avrebbero affidato il loro tesoro alla Vergine potente e fedele. E lei l’avrebbe custodito come un bene proprio, anzi se ne sarebbe fatto un dovere di giustizia.

[89] 3) È difficile perseverare nello stato di grazia, a causa dell’incredibile corruzione del mondo. Il mondo, infatti, è corrotto a tal punto, che gli stessi cuori religiosi sono ricoperti quasi necessariamente se non dal suo fango, almeno dalla sua polvere. È davvero una specie di miracolo se qualcuno rimane saldo in mezzo a questo impetuoso torrente senza essere o sommerso dalle onde o depredato dai pirati e dai corsari, in mezzo a questa aria inquinata senza rimanerne danneggiato. La Vergine fedelissima e mai vinta dal demonio opera un tale miracolo a favore di quelli e quelle che l’amano nella forma migliore.