L’Annunciazione, l’Eccomi di Maria, le Virtù di Maria, l’Ave Maria

In una vigilia dell’Annunciazione, mentre si sonava la campana del Capitolo, Gertrude, innalzando l’anima a Dio, vide in spirito Gesù e Maria nella sala capitolare. Il Salvatore occupava il seggio abbaziale, aspettando tranquillamente l’arrivo delle monache che accoglieva con un sorriso d’ineffabile bontà.

Quando, secondo la prescrizione del calendario, venne proclamata la festa dell’Annunciazione, il Signore Gesù si volse verso la Madre Sua e la salutò con un affettuoso cenno del capo, che rinnovò nella Vergine le ineffabili gioie provate quando l’incomprensibile Divinità, incarnandosi nel suo seno, si degnò di unirsi all’umana natura.

Santa Gertrude cantando in coro l’Ave Maria vide scaturire improvvisamente dal Cuore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, come tre zampilli che penetrati nel Cuore di Maria Santissima risalivano alla loro sorgente ed udì una voce che le disse: “Dopo la Potenza del Padre, la Sapienza del Figlio, la Tenerezza misericordiosa dello Spirito Santo, nulla è paragonabile alla Potenza, Sapienza e Tenerezza misericordiosa di Maria”. La Santa conobbe pure che questa effusione del cuore della Trinità nel Cuore di Maria, si compie ogni volta che un’anima devotamente recita l’Ave Maria; effusione che per il ministero della Vergine si spande come rugiada benefica sugli Angeli e Santi. Inoltre in ogni anima che dice l’Ave Maria si accrescono i tesori spirituali di cui l’Incarnazione del Figlio di Dio l’ha già arricchita.

Quando nella liturgia si ripeteva un testo concernente la purezza della Vergine, i Santi si alzavano ad offrire i loro omaggi alla Vergine sovrana, ringraziando il Signore per i doni a Lei concessi per la salvezza del mondo. S. Gabriele Arcangelo era investito da un raggio di divina luce, tutte le volte che si recitavano le parole ch’Egli aveva pronunciato il giorno dell’Annunciazione. Quando parimenti si nominano San Giuseppe, sposo di Maria SS., tutti i Santi s’inchinavano con rispetto verso di Lui e gli dimostravano l’immensa letizia che provavano per la sua dignità.

Durante la S. Messa, Gertrude vide la Madre celeste adorna dello splendore di tutte le virtù e prostrandosi umilmente ai suoi piedi, la supplicò di aiutarla a ricevere degnamente il Corpo ed il Sangue del Figlio Suo. La Vergine pose sul cuore della Santa uno splendido gioiello, ornato di sette perle preziose, le quali simboleggiavano le virtù per cui Maria SS. piacque al Signore: l’immacolata purezza, l’umiltà feconda, gli ardenti desideri, la scienza luminosa, la fiamma inestinguibile dell’amore, il gaudio del riposo in Dio, la confidente tranquillità. L’anima adorna di quel magnifico gioiello, piacque tanto al Signore, ch’Egli a sé l’attrasse, ricolmandola di dolci carezze.

Mentre al Vangelo si leggevano le parole: «Ecce Ancilla Domini» («Ecco la serva del Signore») Gertrude salutò devotamente la gran Madre di Dio, le ricordò la gioia ineffabile provata quando pronunciò quelle parole abbandonando con piena confidenza alla divina Volontà la sua persona e tutto quanto in essa doveva operarsi.
La Vergine le rispose con dolce bontà: “A colui che m’invocherà in nome di questa ineffabile gioia, mi mostrerò quale si domanda nell’inno di questo giorno: «Monstra Te esse Matrem» («Mostrati Madre di tutti»), cioè sarò per lui vera Madre del Re e del supremo Pontefice: del Re per potenza, del Pontefice per l’eccesso della tenerezza e della misericordia di cui lo circonderò”.

Gertrude conobbe in seguito quale preghiera tornerebbe più gradita, in quella festa, alla gran Madre di Dio. La Vergine stessa le confidò che se ciascun giorno dell’ottava si recitassero devotamente quarantacinque Ave Maria, in memoria dei giorni che Gesù trascorse nel suo seno verginale, ella accetterebbe tale omaggio come se l’avessero amorosamente servita e assistita, dal momento della concezione di Gesù, fino all’ora beata della sua nascita. E come non avrebbe potuto nulla negare a chi l’avesse circondata di simili premure, così le sarebbe impossibile non esaudire chi le avesse reso tale omaggio.

Un’altra volta Gertrude, prima di cominciare la meditazione, prego Gesù d’indicarle il soggetto più adatto della meditazione per il bene dell’anima sua ed ebbe questa risposta: “Tieniti vicino alla Madre mia, che è qui al mio fianco, e onorala con lodi ferventi”.
Allora Gertrude saluto la Regina del Cielo, dicendo: “Paradiso di delizie, io Vi lodo con tutto il cuore, perché siete stata gradevolissima abitazione del Figlio di Dio, il quale, conoscendo tutte le creature, si è degnato di sceglierVi per sua dimora. Vi prego di accordare a me un cuore adorno delle vostre stesse virtù, affinché Dio si possa compiacere di abitare nel mio cuore”.
La Beatissima Vergine s’inchinò verso Gertrude in atto di piantare nel suo cuore la rosa della carità, il giglio della purezza, la viola dell’umiltà, il girasole dell’ubbidienza.
In tal modo la Santa riconobbe che la Madre di Dio è sempre pronta ad esaudire le preghiere di coloro che l’invocano con fiducia.

Santa Gertrude, mistica benedettina, è stata l’unica donna tedesca ad essere insignita del titolo di ‘Grande’, per la sua profonda cultura, per l’intelligenza fuori dal comune, per la sua personalità ricca di carisma, per la sua straordinaria storia spirituale e per i suoi scritti mistici la maggior parte dei quali sono andati perduti a causa di varie distruzioni e ricostruzioni del monastero di Helfta dove visse tutta la sua vita. Fu considerata Santa già mentre era in vita.
Le sue esperienze mistiche sono raccolte in cinque volumi con il titolo di «Legatus divinae pietatis», oggi chiamato “Le Rivelazioni di Santa Gertrude” o ancora «Araldo del divino amore». Nell’opera vi è la testimonianza dei suoi progressi nella vita dello Spirito. Solo il secondo libro è stato scritto dalla Santa, gli altri quattro furono scritti dopo la sua morte da una consorella sulla base dei suoi appunti e racconti.
Una prima edizione in tedesco delle «Rivelazioni» fu pubblicata nel 1505; successivamente, il certosino Johann Landsperger curò la prima traduzione latina commentata pubblicata nel 1536 e proprio grazie a questa pubblicazione Gerturde fu riconosciuta Santa. Nel 1677 Papa Innocenzo XV la inserì nel Martirologio Romano e Papa Clemente XII su richiesta del re di Polonia e del duca di Sassonia, decretò nel 1738 che la sua festa fosse osservata il 16 novembre in tutta la Chiesa.
Gertrude fu la prima divulgatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù quattro secoli prima che Santa Margherita Alacoque nel 1674 ricevesse da Gesù la missione di far conoscere al mondo l’amore del suo Cuore. Gertrude infatti aveva ricevuto da Gesù l’ordine di scrivere il libro che rivelava tutto il suo Cuore e il giorno in cui Gertrude finì di scriverlo, il Signore apparendole le disse: «Questo libro è mio e lo tengo impresso in fondo al mio Cuore: ivi ciascuna lettera si è imbevuta della mia divinità e chiunque, a mia gloria, lo leggerà con umile divozione, ne ritrarrà frutto per la salute eterna dell’anima sua».
Oltre alle Rivelazioni sono giunti sino a noi gli «Esercizi spirituali» che sono un vero e proprio gioiello della letteratura mistica spirituale.