Preghiera di Santa Gertrude

Dichiarazione di amore autentico per il Signore

La Santa prima della Comunione si era abituata a ripetere queste parole: “O Gesù, o eccellentissimo Re dei re, illustrissimo Principe!”.
Una mattina chiese al Signore: “O mio amatissimo Gesù, che farai di queste espressioni che mi ritornano così spesso alla mente ed alle labbra?”

Gesù le mostro una collana d’oro, composta di quattro parti. Gertrude comprese che la prima parte indicava la Divinità di Gesù Cristo; la seconda la sua Santissima Anima; la terza parte l’anima fedele riscattata col suo Divin Sangue; la quarta rappresentava il Corpo Immacolato del Salvatore.
Gesù fece notare che l’anima fedele si trovava fra l’anima ed il Corpo di Gesù, per significare il vincolo d’amore col quale il Signore avrebbe unita a sé l’anima fedele.

Poi Gertrude disse questa ispirata preghiera:

“O Vita dell’anima mia, che gli affetti del cuor mio assorbiti dal fuoco del tuo amore, mi uniscano intimamente a Te! Che il mio cuore rimanga privo di vita, qualora amasse alcuna cosa senza di Te!  Non sei Tu che dai ai fiori bellezza, ai sapori delizia, agli odori profumo, ai suoni armonia, alle più care affezioni attrattiva e dolcezza? Si, in Te si trovano i più deliziosi godimenti, da Te zampillano le grazie abbondanti della vita, verso di Te attrae un incanto irresistibile, per Te l’anima è inondata di santi affetti, poiché Tu sei l’abisso illimitato della Divinità! O degnissimo Re dei re, o Sovrano supremo, Principe di gloria, Maestro dolcissimo, Protettore onnipotente, Tu sei la perla vivificante della dignità umana, Creatore delle meraviglie, Consigliere di sapienza infinita, aiuto generoso, Amico fedelissimo. Chi si unisce a Te, gusta le più caste delizie; riceve le più tenere carezze da Te, che sei il più dolce degli amici, il più tenero dei cuori, il più affettuoso degli sposi, il più casto degli amanti! I fiori di primavera non più sorridono se si paragonano a Te, fiore raggiante dello splendore di Dio. O amabilissimo Fratello, o Giovane pieno di grazia e di forza, o Compagno infinitamente caro, ospite generoso, albergatore munifico che servi i tuoi amici come se fossero tanti re, io rinunzio a tutte le creature per scegliere Te solo! Per Te respingo ogni piacere, per Te supero ogni contrarietà e, dopo avere fatto tutto per Te, non voglio essere apprezzata da alcuno, ma solo da Te! Riconosco, con il cuore e con la bocca, che sei il Creatore ed il Conservatore di ogni bene. Struggendo il mio povero cuore nel fuoco che infiamma il tuo Cuore Divino, unisco i miei desideri e la mia devozione alla forza irresistibile delle tue preghiere, affinché per questa intera e divina unione io sia condotta alla vetta della più alta perfezione, dopo avere estinto in me tutti i movimenti della natura ribelle.”

Gertrude vide che ciascuna di queste aspirazioni brillava come perla incastonata in monile d’oro.

Un giorno recitava con grande devozione questa preghiera e le sembrava che Gesù ne provasse gioia immensa. Allora gli disse: “O amatissimo Gesù, poiché questa preghiera ti è tanto gradita, voglio diffonderla, così molte persone potranno offrirtela a guisa di un gioiello d’oro”.

Gesù rispose: “Nessuno può darmi ciò che è mio; sappi però che se qualche persona recita devotamente questa preghiera, otterrà la grazia di conoscermi meglio ed attirerà sopra di sé e riceverà nell’anima sua lo splendore della Divinità come colui che girando verso il sole una piastra di puro oro vede riflettere il fulgore dei raggi di luce”.

Santa Gertrude, mistica benedettina, è stata l’unica donna tedesca ad essere insignita del titolo di ‘Grande’, per la sua profonda cultura, per l’intelligenza fuori dal comune, per la sua personalità ricca di carisma, per la sua straordinaria storia spirituale e per i suoi scritti mistici la maggior parte dei quali sono andati perduti a causa di varie distruzioni e ricostruzioni del monastero di Helfta dove visse tutta la sua vita. Fu considerata Santa già mentre era in vita.
Le sue esperienze mistiche sono raccolte in cinque volumi con il titolo di «Legatus divinae pietatis», oggi chiamato “Le Rivelazioni di Santa Gertrude” o ancora «Araldo del divino amore». Nell’opera vi è la testimonianza dei suoi progressi nella vita dello Spirito. Solo il secondo libro è stato scritto dalla Santa, gli altri quattro furono scritti dopo la sua morte da una consorella sulla base dei suoi appunti e racconti.
Una prima edizione in tedesco delle «Rivelazioni» fu pubblicata nel 1505; successivamente, il certosino Johann Landsperger curò la prima traduzione latina commentata pubblicata nel 1536 e proprio grazie a questa pubblicazione Gerturde fu riconosciuta Santa. Nel 1677 Papa Innocenzo XV la inserì nel Martirologio Romano e Papa Clemente XII su richiesta del re di Polonia e del duca di Sassonia, decretò nel 1738 che la sua festa fosse osservata il 16 novembre in tutta la Chiesa.
Gertrude fu la prima divulgatrice della devozione al Sacro Cuore di Gesù quattro secoli prima che Santa Margherita Alacoque nel 1674 ricevesse da Gesù la missione di far conoscere al mondo l’amore del suo Cuore. Gertrude infatti aveva ricevuto da Gesù l’ordine di scrivere il libro che rivelava tutto il suo Cuore e il giorno in cui Gertrude finì di scriverlo, il Signore apparendole le disse: «Questo libro è mio e lo tengo impresso in fondo al mio Cuore: ivi ciascuna lettera si è imbevuta della mia divinità e chiunque, a mia gloria, lo leggerà con umile divozione, ne ritrarrà frutto per la salute eterna dell’anima sua».
Oltre alle Rivelazioni sono giunti sino a noi gli «Esercizi spirituali» che sono un vero e proprio gioiello della letteratura mistica spirituale.