” Dio ci ama”; sì, Cristo Signore ci ama da sempre, ci ama di amore infinito, ci vuole amare per tutta l’eternità.

È questa la sintesi di tutta la Bibbia e dell’intera storia dell’umanità e dell’universo: “Dio è amore e chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1).

Alcuni segni dell’amore di Cristo Dio:

1) Amare significa donare: Dio ci ha donato tutto quello che ci circonda e tutto ciò che siamo e che abbiamo: ecco la Creazione, davanti alla quale Dante Alighieri canta: “S’aperse in nuovi amor l’eterno Amore” (2) e davanti alla quale il cuore di S. Francescoprorompe nel “Cantico delle creature”. Insieme con Dante e con S. Francesco, tutta la nostra vita sempre deve cantare e lodare “l’Amor che muov’il sol e l’altre stelle!” Sì, perché Dio, dopo aver creato tutto l’universo per noi, ha creato ciascuno di noi unicamente per avere un nuovo essere su cui riversare la pienezza del suo affetto. Perciò tu, di fronte a Dio, non sei un essere qualunque e dimenticato: anche se tu fossi deturpato da orribili peccati, Dio ti ripete quelle bellissime parole della Bibbia: “Tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo” (3).

2) Amare vuol dire parlare, manifestare i propri pensieri: Dio si è degnato di parlarci lungo i secoli, e ha manifestato a noi i suoi pensieri, i suoi segreti, i suoi progetti, i suoi desideri: ecco la Rivelazione: è contenuta nella Bibbia che dobbiamo avere tanto a cuore e che dobbiamo leggere sulle ginocchia della madre Chiesa cui lo Spirito Santo l’ha affidata.

3) Amare è rendersi simile alla persona amata: Dio si è fatto uomo, in tutto simile a noi, fuorché nel peccato: ecco l’”Incarnazione!” Si è tanto umiliato fin quasi ad annullarsi per noi! Potessimo avere l’amore tenerissimo che aveva Francesco d’Assisi verso Gesù Bambino!

4) Amare è soffrire e morire per la felicità della persona che si ama: ed ecco che Gesù, per la nostra felicità eterna, affronta l’ignominia della Croce, le terribili sofferenze della Passione, gli spasimi orrendi della Morte


S Giovanni esclama: “Da questo abbiamo conosciuto l’amore: Egli ha dato la sua vita per noi”. (4)

5) Amare è dare a chi ama quanto si ha di più prezioso e di più caro: ebbene Gesù, nel momento più tragico e più solenne, quando stava morendo per noi sulla Croce, ha dato a ciascuno di noi, come Mamma spirituale, la sua stessa Madre naturale, e ci ha affidati a Lei.

“Gesù – dice il Vangelo – vedendo la Madre e lì accanto a Lei il discepolo (in cui noi eravamo rappresentati) disse alla Madre: Donna, ecco tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco la tua madre”. (6)

7) Amare è voler star vicino alla persona che si ama: Gesù dovendo terminare questa vita terrena, non ha voluto lasciarci soli: “non vi lascerò orfani”, disse, ed è rimasto in mezzo a noi presente nell’Eucaristia.

8) Amare è immedesimarsi con chi si ama: ecco la Comunione che è l’espressione più alta dell’amore: Gesù giunge a farsi mangiare da noi: ci ripete: “Prendete e mangiate, questo è il mio Corpo”.

9) Amare è dividere la propria felicità con la persona amata:

ecco il Paradiso che è la partecipazione alla gioia infinita di Dio stesso. Gesù dirà a ogni suo fedele seguace: “Entra nella gioia del tuo Signore” .

CHI AMA GESU’ STA NELLA GRAZIA, NELLA GRANDEZZA, NELLA LIBERTÀ, NELLA SANTITÀ: Gesù che è amore, a noi chiede solo amore; e dall’amore vengono a noi tutti i benefici divini.

Gesù con dolce insistenza ci ripete: “Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti rimarrete nel mio amore” (11). E riassume tutti i comandamenti nell’unico precetto dell’amore verso Dio e verso i fratelli: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore… Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da questi due comandamenti dipende tutta la legge” (12).

S. Paolo estasiato al pensiero dell’amore senza limiti di Gesù, esclama: “Il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i Santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo” (13). E afferma con grande forza che nulla, neppure la morte di spada, ci deve allontanare dall’amore a Gesù: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Io sono persuaso che né morte, né vita, né presente, né avvenire, né potenze, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore” (14).

Saremo tanto più grandi davanti a Dio quanto maggiore sarà il nostro amore a Gesù. S. Agostino dice: “Il mio amore è la mia misura” (la misura della mia grandezza).

Tanto maggiore sarà la nostra libertà, quanto maggiore sarà il nostro amore a Gesù. Perciò S. Agostino afferma: “Ama e fai tutto quello che vuoi”: infatti non farai altro se non ciò che maggiormente piace a Gesù.

Chi sta nell’amore a Gesù, è già nella santità ordinaria, e per raggiungere la santità eroica (a cui tutti i battezzati sono chiamati) è sufficiente amare molto Gesù, e compiere tutti i nostri doveri con questo grande amore. Per arrivare più facilmente a questo altissimo amore, amiamo tanto la Madonna, così, in certo modo, ameremo Gesù col cuore stesso di sua madre: è questa la strada più corta e più dilettevole e più gioiosa verso le più alte cime della santità.

Chiediamo spesso allo Spirito Santo che per intercessione della Madonna ci elargisca quello che è il suo più grande dono: l’amore a Gesù.

Redazione Papaboys (Fonte christusveritas.altervista.org)