Risale al Natale del 2013 ed è considerato il miracolo eucaristico più recente. Padre Andrzej Ziombra, parroco della chiesa di San Jacek a Legnica, in Polonia, lo racconta così: “Un’ostia consacrata, caduta a terra durante la distribuzione della Santa Comunione, fu messa in acqua, secondo le raccomandazioni liturgiche, perché si dissolvesse. Dopo dieci giorni, si scoprì che l’ostia non solo non si era sciolta ma su di essa s’era formata una macchia rossa. Il vescovo di allora, Stefan Cichy, commissionò dunque un’indagine scientifica e gli esperti interpellati in un primo tempo non riuscirono a dare una spiegazione della macchia rossa. In seguito, però, un esame istopatologico dettagliato, al microscopio, all’Istituto di medicina legale di Breslavia, stabilì che la macchia rossa era un frammento di un muscolo cardiaco sottoposto a forte stress, come durante l’agonia”.

Le circostanze che caratterizzano il caso di Legnica sono identiche a quelle di altri miracoli eucaristici, come Sokółka, Buenos Aires e Lanciano.

Nel libro Un cardiologo visita Gesù. I miracoli eucaristici alla prova della scienza (Edizioni Studio Domenicano, Bologna 2018) il dottor Franco Serafini, cardiologo che ha preso in esame sotto il profilo medico e scientifico i miracoli eucaristici di Lanciano, Buenos Aires, Tixtla, Sokółka e Legnica, afferma che c’è uno schema che si ripete puntualmente. Cinque volte su cinque è presente tessuto miocardico umano. “Ma quello che come cardiologo più mi sconvolge – dice il dottor Serafini – è che questo cuore è profondamente sofferente. Nelle preparazioni istologiche, infatti, troviamo segni come l’infiltrazione leucocitaria e la frammentazione-segmentazione delle fibre miocardiche che ci descrivono un contesto patologico molto preciso, come quello che si trova nei cuori sofferenti a causa di un intenso stress da rilascio di catecolamine. Si tratta di quel quadro clinico rappresentato dall’infarto da stress, in assenza di una malattia delle coronarie, che colpisce chi è angosciato per una notizia terribile, come un lutto familiare o è colpito da un trauma fisico o morale estremo. Ci troviamo di fronte a carne e sangue di un uomo agonizzante il cui quadro clinico è compatibile con quello di chi è stato torturato e appeso a una croce”.

Una conversione improvvisa e radicale

“C’è anche una persona nella nostra parrocchia che è stata ostile alla Chiesa per tutta la vita e ha persino combattuto contro di essa – ha specificato il parroco di San Giacinto -. In un modo inspiegabile e straordinario, è tornato a casa, intendo dire che Dio lo ha convertito e dopo 50 anni si è confessato e ha ricevuto la prima Santa Comunione. E in effetti ha cambiato radicalmente la sua vita, il suo atteggiamento verso Dio, è diventato un credente molto ardente”.
Legnica è ormai diventato un simbolo per la Polonia, ma anche per il mondo. “Tutto questo è anche un segnale per me – ha concluso il parroco – , una conferma che Dio ha inviato questo impulso a tutto il mondo, in modo che il mondo intero meditasse il miracolo eucaristico a Legnica e chiedesse: cosa mi dirà Dio attraverso questo segno?”.

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