…Padre Jozo racconta quando ancora non credeva alle apparizioni e senti’ nel cuore la voce di Dio…..

“Esci fuori, e salva i ragazzi!”.
Stavo leggendo un passo dell’Esodo, che avevo aperto a caso e che parlava dell’angoscia di Mosè. Sedevo sul terzo banco a sinistra, a mezzo metro dal bordo.

All’udire quella voce, lascia subito il banco, feci la genuflessione ed uscii fuori: incontrai i ragazzi.
Li accompagnai nell’ufficio parrocchiale, mettendoli al sicuro. Poco dopo incontrai la Polizia, che mi domandò se avevo visto i ragazzi. Risposi: “Sì, li ho visti”. Ed essi proseguirono.

Questo fu il primo segno, che mi colpi’ come segno di Dio. Ma è interessante che esso non fu sufficiente per me. Ero troppo esigente, e dissi: “Finché non ci metto le mie mani, non posso credere”. Ho quasi paura, adesso, di parlare di ciò, ma io sentivo sulle mie spalle una responsabilità tremenda di fronte a Dio, la sentivo anche come parroco. Dicevo: “Signore, questa massa di gente cerca di sapere se questa è opera tua o no. E io li devo consigliare”.

Cosi cominciarono i miei incontri con Dio, (che a Medjugorje si manifesta tramite sua Madre) incontri reali, che mi portarono ad un responsabile cammino in profondità.
Da quel momento ebbi una sola preoccupazione, un desiderio profondo:
A tutte le persone che cercano, io debbo dire:
“E’ possibile trovare”;

A tutte le persone che vengono, io debbo dire: “Non siete venuti su un monte vuoto non siete venuti in una chiesa vuota”.

Debbo invitarli ad abbandonare la loro curiosità, e trasformarla in un incontro reale, iniziare a fare ciò che Dio chiede.

Fu così che cominciai a predicare ogni sera, a dire il Rosario prima e dopo la Messa, pregare sugli ammalati. Dio confermò la sua presenza con segni, miracoli, conversioni, e guarigioni fisiche.

Fonte:
Estratto dall’ articolo
“Medjugorje chiama la Chiesa a rinnovarsi”

http://medjugorje.altervista.org/index.php/archivio/articolo/padre-jozo/322/Padre-Jozo-Zovko-Medjugorje-chiama-la-chiesa-a-rinnovarsi